Calendario spettacoli
Ven, 30—Gennaio—2026
Ore 20:30
Tra Oriente e Occidente
Teatro Paolo Maurensig
Rassegna:
Stagione 2025/2026 - Musica
Stagione 2025/2026 - Musica
Biglietti
NFORMAZIONI
-> Sezione biglietteria
biglietteria@fondazionebon.com
T. +39 0432 543049
Ven, 30—Gennaio—2026
Ore 20:30
Tra Oriente e Occidente
Teatro Paolo Maurensig
Rassegna:
Stagione 2025/2026 - Musica
Stagione 2025/2026 - Musica
Artisti
Ferruccio de Bortoli voce narrante
Ramin Bahrami pianoforte
Spettacolo
Un viaggio musicale accompagnato dalle parole del giornalista de Bortoli, sul tema dell’universalità dei sentimenti… Da Oriente a Occidente.
È incredibile constatare come i sentimenti non siano legati a una determinata cultura, ma siano davvero universali. Si parte dal sommo Bach che, con la sua prima Partita, dipinge un perfetto parlamento musicale, che unisce tutta la cultura europea, dalla Germania alla Francia fino all’Italia, senza però dimenticare l’Oriente, attraverso una delle Sarabande più travolgenti e immaginifiche della sua produzione tastieristica.
Poi, quattro mazurche del poeta del pianoforte Chopin. R. Schumann a proposito delle mazurche diceva: “Se lo Zar della Russia avvertisse anche nelle semplici melodie delle mazurche di Chopin una presenza pericolosa e una minaccia ne proibirebbe la musica. Le opere di Chopin sono cannoni sepolti sotto i fiori”.
Dopo Chopin, si passa a Bartòk nelle Danze Rumene, dalla fortissima matrice popolare, che esprimono sentimenti differenti amalgamati ad un virtuosismo da giocoliere.
Si prosegue poi con Rachmaninov e la sua Elegia in mi bemolle minore: un brano caratterizzato da un tono meditativo, cupo e profondo, che mette in luce la vena melodica malinconica e il lirismo del compositore russo.
E, per concludere, una melodia di Anoushiravan Rohani molto popolare in Iran “Gole Sangam”, che significa “Sono un fiore di pietra”.
Questo è il ponte ideale che Bahrami vorrebbe creare tra Oriente e Occidente, tra Paesi dove la libertà è data per scontata e altri come l’Iran dove stanno cercando di conquistarla con il sangue, per far sì che i sentimenti positivi comuni a tutte le culture prevalgano sulla logica del potere, delle repressioni e della guerra.

